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Su internet, tutti adolescenti.
Internet è per molti la realtà quotidiana, dove avvengono incontri di lavoro, vengono conclusi affari, presentate persone, comprati e venduti beni e servizi. Lo stesso commercio elettronico, l’e-commerce, soltanto in Italia nel 2016 conta di superare i 20 miliardi di euro, con un’incremento di oltre il 10% rispetto all’anno precedente.
Ma quanto conosciamo questo mondo? Da piccoli i nostri nonni ci hanno insegnato ad attraversare la strada. I nostri genitori ci hanno insegnato a distinguere le buone azioni dalle cattive. Ci hanno insegnato ad evitare determinate persone oppure a non frequentare determinati quartieri.
Abbiamo quindi seguito dei modelli, acquisito un’esperienza, che ci ha dato gli strumenti per saperci destreggiare nella giungla della società, non farci fregare e non finire nei guai.
Esperienza che, una volta attraversato lo schermo, vale pressoché zero. Oltre lo schermo le regole sono diverse, è un mondo nuovo, una terra dove al massimo, il più esperto di noi, è poco più di un ventenne. Paradossalmente, chi ha più esperienza sono i cosiddetti millennial, i nati dopo il 1983, che vivono costantemente “social”, sono abituati a fare affari, sono abituati a saper distinguere un po’ meglio i tentativi di frode, sono più intraprendenti. Le opportunità in questo mondo nuovo sono infinite, sia per i buoni che per i cattivi.
E’ qui che il mio ruolo entra in gioco: opportunità per darvi gli strumenti di difesa. La mia esperienza al servizio dei vostri obiettivi e delle vostre idee di business.
La cultura della sicurezza informatica ha avuto una discreta diffusione in ambito aziendale, ma è decisamente rimasta indietro nel nostro quotidiano. Alcuni di noi possono avere l’impressione di avere poco a che fare con quel lontano mondo cibernetico fatto di strani acronimi e termini incomprensibili, ma è un dato di fatto: i nostri dati, i nostri frammenti di quotidiano e le nostre storie sono ovunque.
Fabio Genovese

Photo Credits: Dominik Bartsch on Flickr